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Salute e Medicina: domande e risposte 17
risposte del dott. Germano Pestelli
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I contenuti delle risposte di questo articolo non hanno alcuna valenza prescrittiva, ma solo informativa e culturale. Si tratta di "suggerimenti brevi" a domande reali poste di frequente in palestra. ABC-FITNESS non fornisce un servizio di consulenza on line di questo tipo, quindi si prega di non inviare domande alla redazione e ai suoi collaboratori.
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Dolori cervicali
Le chiedo consigli medici in relazione ai malori riscontrati da mia madre. Lei soffre di continui dolori cervicali ed emicranie frequenti; a seguito esame T.A.C. cervicale C3/C7 le è stato effettuata la seguente diagnosi: "Discreti e diffusi segni spondiloartrosici. Uncoartrosi; diffusi segni discoartrosici. Protusioni discoartrosiche multiple. Regolare il canale spinale". Mia madre ha 61 anni e soffre inoltre di artrosi deformante alle mani. Le sarei grato se mi potesse fornire qualche consiglio visto l'incalzare dei dolori. Porgo anticipatamente i miei ringraziamenti. Giuseppe.
In genere si effettuano trattamenti tipo pompage cervicale con metodica di Bienfait, associando antiflogistici e correnti analgesiche tipo tens. Può essere utile il massaggio neuroconnettivale, se fatto da mani esperte.
Fitta ad un gluteo
Ho 36 anni e faccio da tempo attività fisica, specie calcetto. Da un po' di anni, con alternanza di fastidi e non, mi sento una fitta leggera ma fastidiosa all'interno del gluteo destro, con un aumento di dolore quando eseguo dei piegamenti in avanti ad angolo retto. Vorrei sapere di cosa si tratta e cosa fare. Ringrazio anticipatamente, Augusto.
Sembrerebbe una sindrome del medio gluteo o del piramidale. Si curano con pompage della muscolatura interessata.
Epitrocleite al gomito sinistro
Pratico l'arrampicata sportiva e mi è stata diagnosticata circa due mesi fa un'epitrocleite al gomito sinistro. Vorrei sapere: 1. Potrò tornare ad allenarmi come prima? 2. Dopo due mesi di cure omeopatiche, il dolore ha lasciato il posto ad una sensazione diffusa di indolenzimento di tutta l'articolazione. E' normale? Quando potrò tornare a fare qualcosa? 3. Esistono forme di ginnastica particolare per favorire la guarigione? Grazie infinite, Filippo.
Sì, esistono esercizi di stretching dei muscoli epitrocleari ed epicondiloidei che un buon terapista o un professore di educazione fisica possono insegnarle. Utile l'uso di un tutore di scarico (in pratica una fascetta rinforzata a chiusura in velcro), come pure le onde d'urto.
Impiego sistematico di un elettrostimolatore
Sono interessato all'ultimo modello di elettrostimolatori marca *****. Tuttavia ho ancora alcuni dubbi di natura tecnica sul prodotto; mi rivolgo a voi confidando nella vostra esperienza e competenza. Mi domando se l'impiego dell'apparecchio possa essere sistematico e prolungato nel tempo, senza che questo comporti danni per l'atleta. In particolare vorrei sapere, se esistono, quali sono i limiti di utilizzo. Inoltre desidererei sapere se lo strumento può sostituire del tutto la pratica sportiva del bodybuiliding, garantendone gli stessi risultati. Ringraziando porgo i miei saluti. Giovanni.
A mio più che modesto avviso, una apparecchiatura, per quanto moderna e sofisticata, ben difficilmente può sostituire il lavoro attivo. Le domande che lei mi pone, me le sto ponendo anch'io da tempo e non so ancora dare risposta. Alcune notizie che giungono da oltreoceano ci fanno sapere che con l'uso sistematico delle correnti di rinforzo muscolare si è notato un aumento percentualmente significativo di lesioni e microlesioni muscolari in atleti di livello medio alto. Ma non vi è ancora nulla di scientificamente ufficiale.
Tendine d'Achille
Sono un podista amatoriale di 47 anni. Circa un anno fa alla fine di una gara di 17 km avvertii un dolore al tallone sx. Al proseguimento dell'attività, il dolore aumentava interessando anche il tendine, quindi decisi di sospendere per circa due mesi. Alla ripresa (graduale) degli allenamenti, il dolore si ripresentava nuovamente. Dall'ecografia effettuata risultava una infiammazione del tendine nell'inserzione ossea. La cura effettuata consisteva nell'adozione di un plantare in gel, in terapia di ultrasuoni ed esercizi di stretching con ghiaccio a seguire. A tutt'oggi avverto un lieve dolore senza aver ripreso gli allenamenti. La ringrazio nell'attesa di una cortese risposta. Siena.
Ha probabilmente una tendinite inserzionale ad impronta tendinosica; oltre al plantare e al laser sono utili le onde d'urto, lo stretching, l'uso di un rialzo posteriore che alzi il tallone rispetto all'avampiede. Sono patologie di difficile soluzione, che spesso esitano in intervento chirurgico.
Lesione alla spalla
Questa estate per evitare una caduta da una imbarcazione mi sono aggrappato al volo alla battagliola di una imbarcazione, dalla quale peraltro sono comunque caduto per il forte dolore sentito alla spalla destra. Dopo alcuni giorni, persistendo il dolore, ho fatto una ecografia alla spalla con il seguente risultato: "L'esame ha evidenziato una diffusa disimogeneità della cuffia dei rotatori di ds. In particolare si riconosce, a carico del tendine del mm.sottoscapolare, un'area anecogena di morfologia irregolare, non interessante a tutto spessore il tendine, di 6.3 mm circa e riferibile a lesione parziale. Anche a carico del t. del sovraspinoso si apprezza una diffusa disomogeneità ecostrutturale con aree sfumate sia ipo che iperecogene e verosimilmente riferibili ad una condizione di tendinosi. Infine si evidenzia un sottile, 3.2 mm circa nel diametro AP, versamento articolare che si dispone superficialmente al t. sottoscapolare."
Sesso maschile; età 64 anni; peso 90 kg; terapia eseguita: 5 iniezioni di Muscoril con antidolorifico; 15 sedute fisioterapiche.
Situazione attuale dopo 50 gg dall'accaduto: alcuni movimenti del braccio all'indietro o in avanti provocano improvviso e violento dolore e calo di potenza nel braccio. Ma il dolore più forte lo sento durante la notte, sia se dormo sul lato della spalla dolorante sia sulla spalla opposta. Le domando cortesemente se ha altri consigli da darmi o se, come qualche amico mi dice, si tratta di qualcosa che difficilmente passa. Grazie, Salvatore.
La sua lesione è verosimilmente da soluzione chirurgica. Comunque se ha pazienza ed è un po' fortunato, il disturbo dovrebbe passarle. Provi con laserterapia e/o onde d'urto e con eventuali infiltrazioni ed esercizi di Codman.
Operazione a ernia espulsa L4 L5
Ho 44 anni; sono stato operato per un'ernia espulsa L4 L5 conseguente a trauma. Ho sempre sofferto di mal di schiena, curato in fasi acute da antinfiammatori. Dopo l'intervento, rimane sempre un forte mal di schiena; oltre a non riuscire a camminare sui talloni, il muscolo tibiale è praticamente assente; la gamba sinistra, nonostante presenti un buon tono muscolare, è debole. Pratico ciclismo amatoriale, cerco di utilizzare la bicicletta per riattivare la muscolatura; purtroppo dopo un'ora di bicicletta sono praticamente contratto e bloccato. Riesco a sbloccarmi in seguito a degli esercizi di stretching insegnatomi dall'ortopedico. Cosa posso fare per poter diminuire il dolore e poter praticare un po' di sport (ciclismo)? Ringrazio per la cortese attenzioni. Antonio.
Deve fare fisiochinesiterapia specifica, sia per la colonna che per la ripresa muscolare. Provi con correnti compensate alla muscolatura degli arti inferiori ed esegua esercizi specifici per la colonna, con un buon terapista. Aspetti con la bicicletta. Per la ripresa dell'attività del tibiale anteriore e dell'estensione delle dita, noi usiamo la metodica Evocazione delle componenti motorie assenti, con discreti risultati.
Denervazione cronica con ipotrofia del quadricipite femorale
Mia madre soffre di denervazione cronica con conseguente ipotrofia del quadricipite femorale sinistro, presumibilmente causata da un'ernia del disco che adesso sembra "miracolosamente" diminuita. Questo è quanto hanno detto, per la verità non molto convinti, tutti gli specialisti che abbiamo contattato. Vorrei avere un suo parere in merito, eventualmente con una possibile terapia da seguire. Grazie, Barbara.
Un'ernia discale diminuisce fisiologicamente, non miracolosamente, soprattutto in età non giovanile, per cui l'ernia di sua madre può essere diminuita senza meravigliarsi di questo. L'ipotrofia del quadricipite è data dalla compressione cronicizzata della radice L4. Si può trattare con correnti compensate ed esercizi attivi di recupero muscolare; in genere si recupera una certa parte della muscolatura agonista del quadricipite. Utile postura vertebrale.
Lesione al tendine di Achille
Ho 47 anni, buona muscolatura e pratico giornalmente l'attività sportiva della corsa (12 Km) e/o pesistica, cose piccole per spalle e braccia, nulla per gli arti inferiori. Da qualche giorno accusavo, scendendo una scalinata, una sensazione di "sfilatura" nella zona del tendine di Achille; non diedi retta all'avvertimento e mi schierai in difesa in una partita: risultato, due fitte forti nella stessa zona, il gonfiore del polpaccio e la visita ortopedica. Lesioni al tendine di Achille e operazione, che sarà probabilmente eseguita la prossima settimana! Se avessi dato retta al mio corpo e mi fossi riposato non avrei avuto da affrontare questo increscioso problema o lo avrei soltanto rimandato? La lesione subita alla gamba destra può presentarsi prossimamente sulla sinistra? In caso affermativo, come scongiurare il pericolo? Non avendo provato e non provando sino ad ora (la gamba è stata immobilizzata sino alla coscia rigidamente nella parte posteriore e meno in quella anteriore) dolore alcuno, trattasi di caso lieve e di semplice risoluzione? Il recupero potrà (chirurgo permettendo) essere del 100%? E dopo quando potrò riprendere un po' di attività sportiva? Chiedo scusa per le molteplici domande, alcune delle quali trovano già risposta nelle FAQ. Grazie per la cortese attenzione. Fulvio.
Una lesione del tendine di Achille in genere è secondaria ad una degenerazione dello stesso, per cui il problema le sarebbe comunque accaduto. Può darsi che anche l'altro tendine sia sofferente. Faccia una ecografia per valutarlo, usi scarpe con tacco un po' alto e talloniere tipo Tuli's. La lesione del tendine di Achille, operata, è cosa a guarigione piuttosto lenta, diciamo dai 3 ai 4 mesi, ma con restituito tra il 90 e il 100% della funzionalità. In genere l'intervento in sé non è complesso ed un buon chirurgo sa bene come farlo.
Blocco lombalgico
Mi chiamo Claudio, ho 30 anni e da circa 15 anni pratico sport (pesistica, corsa, step...) a livello non agonistico. Mi è capitato, dopo alcuni esercizi per rafforzare la schiena (con un bilanciere), di rimanere "bloccato" lamentando fortissimi dolori nella parte inferiore della schiena, tanto da non potermi assolutamente muovere per circa tre giorni. Cosa posso fare per l'avvenire? Se dovesse nuovamente capitare (è la seconda volta), come mi devo comportare per alleviare il dolore? Posso compromettere seriamente la mia salute se dovessi continuare a fare ginnastica? Claudio.
Probabilmente è un blocco lombalgico da sforzo di natura non organica, ovvero non sorretto da cause documentabili. Però, siccome ogni tanto in questi casi si scoprono alterazioni di struttura della colonna, è opportuno, se dovesse ricapitarle, effettuare una radiografia del rachide lombo sacrale.
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