Noi tratteremo in modo sintetico questo secondo caso sviluppando una possibile e logica proposta operativa che ben si adatta ad un centro fitness ricordandoci che mai ci potremo sostituire ad un fisioterapista.
Occorre inoltre premettere come anche in questo caso sia importante un'anamnesi approfondita e che i paramorfismi hanno una maggiore possibilità di successo dei dismorfismi, inoltre il caso è trattato in rapporto 1:1 con il cliente e quindi con l'istruttore in posizione di Personal Trainer.
Il protocollo
Dopo il necessario riscaldamento lo sviluppo del protocollo prevede:
1^ fase: PROPRIOCEZIONE
Ovvero fase della presa di coscienza di se (utile in questa fase l'utilizzo degli specchi). Questo è un possibile ordine degli esercizi da eseguire:
- Movimenti di innalzamento e abbassamento delle spalle.
- Movimenti di anteroposizione e retroposizione delle spalle.
- Adduzione delle scapole a braccia abdotte.
- Elevazione delle braccia da proni.
2^ fase: MOBILIZZAZIONE e ALLUNGAMENTO
Sfruttando tecniche che vanno dallo stretching di Anderson al PNF, fino ad arrivare alle Back School e all'RPG, lo scopo è il detensionamento dei muscoli intrarotatori dell'omero e anteropositori della spalla:
- Gran pettorale.
- Gran dorsale.
- Grande rotondo.
- Sottoscapolare.
E' utile in questa fase anche la ginnastica respiratoria da farsi con profondi atti respiratori che vanno ad alzare la gabbia toracica che è invece tirata verso il basso dai muscoli intercostali retratti.
3^ fase: RINFORZO MUSCOLARE
Il rinforzo muscolare deve essere eseguito su:
- Fasci mediani del trapezio.
- Romboide.
- Deltoide posteriore.
Buoni esercizi a corpo libero sono le contrazioni in pressing e il sollevamento degli arti opposti in quadrupedia.
Anche gli extrarotatori dell'omero (sottospinato e piccolo rotondo) possono essere rinforzati con l'uso di un elastico nei primi tempi e poi con l'ercolina riabilitativa.
4^ fase: POTENZIAMENTO ISOTONICO
Questa fase ricerca sempre l'allungamento e l'accorciamento dei muscoli sopra descritti con l'uso di esercizi isotonici (in ossequio alla legge di Borrelli). Occorre quindi selezionare esercizi appropriati e nelle giuste proporzioni sia per i muscoli da detensionare, sia per quelli da tensionare.
Gradualmente si possono sfruttare anche varie tecniche come:
- L'allungamento con mezze ripetizioni eccentriche, anche con isotensione finale di circa 2", dei muscoli anteriori o in genere di quelli che dobbiamo detensionare.
- La contrazione con mezze ripetizioni concentriche, anche con isotensione finale di circa 2", dei muscoli posteriori o in genere a quelli che dobbiamo tensionare.
Note
Nel primo programma si possono evitare gli esercizi per gli addominali in accorciamento, che invece si possono esercitare in allungamento con esercizi tipo la sfinge o il cobra.